Sunday, June 26, 2016
Monday, June 13, 2011
Monday, March 21, 2011
Wednesday, May 12, 2010
SDC | MARS
Tuesday, May 11, 2010
MARS | SDC
Friday, December 11, 2009
Sabine Delafon Colors
Wednesday, November 25, 2009
SDC Fanzine
Saturday, November 21, 2009
Friday, November 20, 2009
Wednesday, September 2, 2009
Saturday, June 27, 2009
Wednesday, June 10, 2009
L.D.N and the SDC at the FSRR in GE/09
cm 250 x 500.
edition 1/1
courtesy NotFair Gallery and the artist.
21 works realized in alfabetical order by:
Giorgio Bartoli, Alice Belcredi, Luca Berria, Alessio Bolzoni, Maria Bruni, Claire Delafon, Luigi Gariglio, Nicus Lucà, Plinio Martelli, Andrea Massaioli, Federico Vacca Massaro, Tommaso Mei, Marco Memeo, Makato Nakashima, Enzo Obiso, Marco de Osti, Silvia Orlandi, Vicky Trombetta, Gosia Turzeniecka, Franckie Vaughan, Marco Velardi.
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Lucy Dorothea Napoline and the Sabine Delafon Corporation (L.D.N and the SDC)
Il progetto di Sabine Delafon, Lucy Dorothea Napoline and the Sabine Delafon Corporation, artista francese da anni residente in Italia, trova il suo fulcro nel tema dell’identità, già al centro della ricerca dell’artista in differenti progetti e lavori.
Sabine Delafon durante il periodo della maternità nel 2006 si è fatta ritrarre da 21 persone, alcune già conosciute, amici o parenti, altre contattate appositamente per commissionargli la fotografia. Ogni fotografo è stato lasciato libero di ritrarre l’artista secondo la propria propensione, ispirazione o visione. Il risultato caleidoscopico, per forme ed estetiche, non è la moltiplicazione di Sabine Delafon in 21 pose differenti, ma paradossalmente è il dissolvimento dell’identità Sabine Delafon, in un’immagine più astratta e universale, quella della Maternità, che con forza e garbo, diviene la protagonista degli scatti.
L’opera costituita dalle 21 fotografie, di altrettanti fotografi professionisti e non, costituisce un oggetto unico ed inscindibile a firma di Sabine Delafon, di cui ogni singola immagine fotografica è una parte necessaria alla decostruzione dell’identità univoca della giovane donna incinta ritratta. Ma è allo stesso tempo anche utile a mettere in discussione la firma dell’opera. Nell’atto di riunirle in un'unica forma installativa, Sabine Delafon diviene unica autrice dell’opera realizzata dalle fotografie di altri 21 autori. Ma ne è anche l’oggetto evanescente e sfuggente. In un unico gesto estetico, oggetto e soggetto si mescolano, ciò che ne risulta è un autoritratto di Sabine Delafon, ma non eseguito da lei.
Sabine Delafon nel 2008 fonda la Sabine Delafon Corporation. Anche se precedente alla data di fondazione, questo lavoro L.D.N and the SDC rientra perfettamente nel concetto di questa corporazione e ne anticipa in modo premonitorio lo sviluppo ed in futuro il lavoro dell'artista.
Il progetto espositivo di L.D.N and the SDC, prevede un’unica installazione a parete composta dalle 21 fotografie, ognuna delle quali stampata nelle dimensioni e nel formato prescelto dal suo autore.
Francesca di Nardo
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Thursday, May 14, 2009
Attenti - Fanzine
Wednesday, November 12, 2008
Tuesday, November 11, 2008
Edoardo SDC - Pensierino collegante-decostruttivo
Di gruppi artistici se ne conoscono molti, ma SDC non è un gruppo come gli altri:
non cerca un'identità collettiva, non vuole creare un nuovo soggetto, artistico o politico.
Non si espone al fallimento delle proposte moderne e postmoderne, avanguardie e postavanguardie, proclamanti che l'ora è venuta perché il Nuovo Evento si affacci sullla scena dell'Arte.
SDC è la necessaria (eticamente doverosa) decostruzione della soggettività dell'Artista, che qui ha nome Sabine Delafon.
SD ha messo in gioco la propria identità personale e artistica molto più di quanto abbiano fatto altri, e più di quanto avesse fatto lei stessa in precedenza: inventando SDC, SD non ha inteso sovrapporre l'identità altrui alla propria, ma ha bensì disperso la propria identità in una molteplicità di singoli individui.
SDC è una relazione, non un semplice gruppo: anzi, è relazione di relazioni (ogni individuo è in se stesso relazione). In un gruppo, gli individui hanno un'identità determinata, che interagisce con quella altrui. Nella relazione, ogni individuo è interdipendente dagli altri individui: i confini della comunità diventano virtuali.
Non c'è limite alle dimensioni di SDC e non c'è regola per farne parte, purché vi siano da offrire positività e non negatività. Al limite SDC potrà coincidere con l'intera umanità positivamente disposta verso l'Altro.
All'interno della relazione SDC, io, ex-Edoardo, lavoro perché ognuno si metta in relazione con tutti, per finirla di pensarsi come un Sé separato. Con SDC io lavoro alla decostruzione del soggetto e alla scoperta della comunità che viene.
SDC è la comunità che viene. Da quanto tempo la attendevamo?

























