Saturday, November 22, 2008
Wednesday, November 12, 2008
Tuesday, November 11, 2008
Edoardo SDC - Pensierino collegante-decostruttivo
Di gruppi artistici se ne conoscono molti, ma SDC non è un gruppo come gli altri:
non cerca un'identità collettiva, non vuole creare un nuovo soggetto, artistico o politico.
Non si espone al fallimento delle proposte moderne e postmoderne, avanguardie e postavanguardie, proclamanti che l'ora è venuta perché il Nuovo Evento si affacci sullla scena dell'Arte.
SDC è la necessaria (eticamente doverosa) decostruzione della soggettività dell'Artista, che qui ha nome Sabine Delafon.
SD ha messo in gioco la propria identità personale e artistica molto più di quanto abbiano fatto altri, e più di quanto avesse fatto lei stessa in precedenza: inventando SDC, SD non ha inteso sovrapporre l'identità altrui alla propria, ma ha bensì disperso la propria identità in una molteplicità di singoli individui.
SDC è una relazione, non un semplice gruppo: anzi, è relazione di relazioni (ogni individuo è in se stesso relazione). In un gruppo, gli individui hanno un'identità determinata, che interagisce con quella altrui. Nella relazione, ogni individuo è interdipendente dagli altri individui: i confini della comunità diventano virtuali.
Non c'è limite alle dimensioni di SDC e non c'è regola per farne parte, purché vi siano da offrire positività e non negatività. Al limite SDC potrà coincidere con l'intera umanità positivamente disposta verso l'Altro.
All'interno della relazione SDC, io, ex-Edoardo, lavoro perché ognuno si metta in relazione con tutti, per finirla di pensarsi come un Sé separato. Con SDC io lavoro alla decostruzione del soggetto e alla scoperta della comunità che viene.
SDC è la comunità che viene. Da quanto tempo la attendevamo?
Reflections on my participation at the SDC performance 7/11/08 Artissima, Torino, Italy.
It appears that Sabine's journey in Searching for herself, which bagan 1987 with the projecting of "Ex" and also the title of one of her projects entitled "Search My Double / I'm Looking For Myself", has changed its path or in any case progressed. After 21 one years of searching for herself in, New York, Rome, Paris, Torino and Avignon, what has she found?
What she delivered at the 15th edition of the Artissima contemporary art fair in Turin could be a clue.
In June 2008 Sabine founded the SDC and launched it as a group on Facebook, she invited 30 of its members - by choice - to participate in her performance "Scelta" (Choice) produced for the fair.
The performance consisted of wearing a simple white T-shirt with her name written on it, black trousers and a black jacket and visiting the fair. Each participant was given personalized business cards of the Corporation. The performance lasted 4 hours from 12:00 – 16:00 on Friday, 7th November.
What emerged from my participation, which I throughly enjoyed and gave me the chance to meet some refreshingly nice people, was the sense that in contemporary society the desperate search for our identity - which reaches foreign lands, virtual spaces, displays and screens of every description – leads us to others, we "choose" others and they "choose" us. So, maybe we (the participants) are all a bit like Sabine Delafon.
I think that creativity is a gelling agent in this project and that it is the key to social well-being and individual expression and that Sabine's work documents this eloquently.
Merci beaucoup Sabine for this experience!
I wish all the best to the future of the Sabine Delafon Corporation, whatever it may be.
The SDC performance "Scelta" was documented by video and photography by the participants of the performance. Participants were not paid to participate, they chose to. Each participants behaviour at the fair was totally spontaneous and not pre-meditated. The T-Shirts are on sale.
Marcia Caines
Sunday, November 9, 2008
“The Idea of Contributing to Artissima with the Performance by Sabine Delafon" Marcia Caines
The lowest common denominator in this is networking.
The underlying strengths: knowledge and resource sharing.
As members of these groups can the qualities missing in individualism be compensated by a shared identity? Is this practicable in art?
Is it a provocation? A way of proving to the art circles that market rules don’t just apply, but have taken over? Can art prove its flexibility by embracing and releasing the shackles of such an elite and closed circuit? If so, can other resources provide the lacking components that condition market demands?
Same, same but different.
During the Artissima contemporary art fair, members of the SDC wear, by choice, a white T-shirt with Sabine Delafon printed on the front and visit the fair.
Thank you for all "Scelta" performance members, Artissima 15, Torino,
Si ringrazia inoltre per la partecipazione alla realizzazione della performance "Scelta" della SDC :
Salima Arfoudi, Guido Costa Project, Andrea Diletto, Simona Tamasia e Maria Cristina Strati.
Saturday, November 8, 2008
SDC at Artissima 7/11/08
http://www.flickr.com/photos/32200459@N05/
frank.
Friday, October 31, 2008
Maria Cristina Strati
Sabine Delafon Corporation
“Scelta”
Performance in occasione di Artissima 15, Torino novembre 2008
In un saggio del 1936 Heidegger si chiedeva se l’origine dell’opera d’arte si trovasse nell’artista o nell’opera stessa, per concludere che se l’artista è origine dell’opera, anche l’opera è origine dell’artista. Ma, ciò che è più importante, nessuno dei due può stare senza l’altro (cfr. Sentieri interrotti, 1950).
Mai come oggi una domanda sull’origine dell’opera d’arte è così attuale. Il lavoro di un artista si compone di elementi anche tra loro disparati che vanno oltre l’opera: la critica, la galleria, fino agli aspetti mediatici e pubblicitari. Nessuno di questi elementi è da solo determinante, ma lo sono tutti. Ciò che fa il successo di un artista oggi ha infatti anche a che fare con la capacità di autopromuoversi: viaggiando, parlando lingue straniere e curando buoni contatti (umani o troppo umani che siano).
In questo senso SDC coglie nel segno. L’artista qui mette in gioco la propria identità, trasformandola un brand che produce magliette, biglietti da visita e quant’altro.
Nella performance, preludio si spera di altri futuri lavori, i ruoli diventano interscambiabili, ai limiti – come dichiara Alberto Zanchetta– della “psicosi di massa”. Chiunque può mettersi nei panni dell’altro, oltre le rigide competenze professionali e le divisioni tra generi, fino a coinvolgere lo stesso pubblico. In che cosa? In un gioco, in un’opera o in un happening old style? Oppure in un’arte che funziona come i reality show, permettendo a ciascuno un po’ di “celebrità”? Di certo un evento da non perdere.
Maria Cristina Strati
Thursday, October 30, 2008
Storia
2. I'm looking for myself, ovvero alla ricerca del mio sosia, di me stessa. Nel 2005, incollo in diverse città del mondo (Milano, Roma, N.Y, Paris) 3000 volantini, nel quale utilizzo i miei ritratti - fototessere. Non trovandola, penso e realizzo il seguente lavoro :
3. Sabine Delafon t - shirt, 2006. Realizzazione di t-shirt con il mio nome, SABINE DELAFON stampato di fronte. Inizialmente chiedo solo a donne di indossarlo. Documento questo lavoro fotograficamente. Successivamente chiedo sia a uomini e bambini di indossarlo. Sempre documentato fotograficamente.
4. Questionari, lavoro iniziato nel 2002 che svolgo tutt'ora. Con la distribuzione di schede - questionari dove pongo varie domande cerco di verificare l'idea che, il nome di una persona influenza la sua vita. E sopratutto un lavoro di communicazione, di interazione, di accumulazione di dati, di interesse per la caligrafia, per i nomi, dell'Altro.
5. Alléluia, 2008. Affissione di 1000 manifesti mortuari al mio nome sui muri di Milano, Torino, Roma e Napoli per festeggiare il mio dicesimo compleanno di attività artistica : 1998 - 2008 .
L'inizio della mia scomparsa fisica...per arrivare alla :
6. Sabine Delafon Corporation.














